Tecnologia nel futuro: cosa ci migliorerà davvero la vita nel 2016?

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Macchine volanti o in grado di guidarsi da sole, realtà virtuale con il costoso gadget Oculus Rift, una casa tecnologica e intelligente che fa risparmiare energia e tempo, con elettrodomestici e utensili che ci semplificano la vita. Tra sogno e immaginazione della tecnologia nel 2030 o 2050 e la realtà odierna, oggi scegliamo di parlare di quel che c’è o sta per arrivare davvero.

Gli argomenti sarebbero molti ma abbiamo deciso di metterne in evidenza cinque, uno dei quali ci riguarda da vicino:

  • Batterie che durano di più: arriveranno?
  • Ricariche wireless: esistono, perché non le stiamo già usando tutti?
  • E le porte USB-C?
  • Pagamenti più snelli e sicuri
  • ADSL in evoluzione

Batterie più performanti o ricariche più veloci?

Il sogno di ogni smartphone-dipendente, ormai chi di noi non lo è? Inseguendo il miraggio di una carica che duri almeno una giornata intera o due giorni, viaggiamo tutti con un cavo in borsa o una batteria esterna per le giornate in cui sappiamo che sarà difficile raggiungere una presa a muro.

Per ora non sembrano esserci rivoluzioni a breve termine nel campo della durata delle batterie mentre quel che si sta muovendo è la capacità delle batterie di ricaricarsi velocemente: un buon compromesso se in mezz’ora si può avere uno smartphone carico al 100%, sempre che le ricariche veloci non danneggino la vita della batteria.

Alcuni esempi:

Hauwei

La multinazionale cinese ha annunciato batterie capaci di ricaricarsi 10 volte più in fretta del normale (ma con un caricatore esterno):

Il progetto Lumopack

Una batteria esterna che con sei minuti di carica accumula energia sufficiente a ricaricare un iPhone 6. L’iPhone collegato si ricaricherà alla velocità consueta ma la possibilità di ricaricare la batteria esterna mentre si prende un caffè al bar è molto interessante.

Batterie Prieto a schiuma di rame

Sono le batterie 3D agli ioni di litio riprogettate per ottenere due cose: una ricarica più rapida e più duratura. La startup Prieto promette non solo una rivoluzione nell’architettura delle batterie (spiegata nei dettagli sul sito ufficiale), ma anche una produzione rispettosa dell’ambiente e dal costo contenuto. In più, le batterie Prieto possono essere modellate in qualsiasi forma e adattate ai device più diversi. Una promessa che ha permesso alla Prieto di attirare l’attenzione di Intel, oggi finanziatore del progetto.

Ricariche wireless e porte USB-C

Appoggiare il telefono su una superficie, magari il comodino, e ricaricarlo senza bisogno del cavo ma solo di un adattatore. Magia? All’Ikea, per esempio, hanno già dato il via alla produzione e vendita di queste soluzioni di ricarica wireless o a induzione ma, come si chiede il magazine Wired in questo articolo, come mai non stiamo già usando tutti questa tecnologia che sembra così prodigiosa?

La risposta la dà lo stesso Wired: un punto critico è l’esistenza di standard diversi che escludono l’interoperabilità tra device diversi, ma anche la scelta di alcuni produttori di non curarsi delle ricariche wireless e di rivolgere lo sguardo altrove, nello specifico – come nel caso dello smartphone Android di Google, il Nexus – alle porte USB-C che garantiscono più performance e comodità rispetto allo standard USB attuale e servono non solo per ricaricare ma anche per trasferire dati o collegare una periferica come ad esempio un monitor o un televisore.

Le porte USB-C:

  • Garantiscono più velocità
  • Sono più piccole
  • Sono retrocompatibili grazie agli adattatori per le vecchie porte e utilizzabili anche per altre porte come le HDMI e per questo motivo lasciano intravedere un futuro con meno cavi per usi diversi in favore di uno standard unico.

Insomma, la tecnologia wireless c’è ma va migliorata e questo probabilmente non succederà nel giro di un anno: la vittoria finale non è mai certa ma tra le due tecnologie quest’anno la USB-C potrebbe avere la meglio.

Pagamenti più snelli e sicuri

Siamo pronti per lasciare a casa il portafoglio e pagare tutto con lo smartphone? In italia probabilmente no e il 2016 non sarà l’anno dell’adozione di massa della tecnologia NFC per i pagamenti contactless ma qualcosa potrebbe muoversi in questo senso, magari con l’arrivo di Apple Pay, il sistema che permette di fare i propri acquisti usando l’iPhone o iPad o l’Apple Watch.

Per il momento, comunque, noi italiani ci stiamo sempre più affezionando agli acquisti online con i relativi pagamenti via carta di credito – lo dice per esempio Visa attraverso il suo Direttore Generale per l’Italia – più sicuri di fatto e anche nella nostra percezione.

Va bene e continua ad andare bene PayPal, sistema di pagamento sicuro e che evita la fatica di controllare e copiare i numeri della carta di credito e che è molto usato anche per gli scambi diretti di valuta. L’ultima novità negli Stati Uniti è la nascita di Affirm, startup fondata da Max Levchin, cofondatore di PayPal: Affirm è un sistema di rateizzazione semplice, immediato, del tutto trasparente e conveniente che suddivide un acquisto online nelle rate desiderate e che Levchin vorrebbe portare anche nei negozi fisici velocizzando al massimo – cioè in pochi secondi – il processo di verifica della capacità dell’acquirente di far fronte al debito rateizzato.

ADSL, la tecnologia che c’è e ci sarà

La tecnologia è un argomento che affrontiamo sempre volentieri perché ci riguarda: ci riguardano per esempio l’e-commerce e i suoi progressi, le conferme come PayPal che abbiamo aggiunto ai nostri metodi di pagamento, così come le ADSL attraverso cui divertirsi, comunicare, informarsi, lavorare. Come abbiamo detto pochi giorni fa, lavoriamo per annunciare quanto prima le ADSL/Fibra 30 e 50 Mega e sappiamo che dove saranno disponibili saranno utili a migliorare la vita di chi le sceglierà.

I nuovi profili sono ADSL di nuova generazione

Hanno un download molto alto, fino a 50 megabit e anche l’upload è sensibilmente più alto del normale, fino a 10 mega: un upload più alto significa più velocità di caricamento su internet, con benefici evidenti in tutti gli ambiti di uso, per lavoro o anche nel gioco online.
Sono dunque linee molto più veloci di una normale ADSL e per questo sono note anche come VDSL, dove la “V” iniziale sta per “Very High Speed”: molto, molto veloce.

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