Pagare con lo smartphone (anche il caffè): cos’è l’instant payment e chi lo fa in Italia

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Centinaia di app, fotografie sempre migliori, i social network, la messaggistica rivoluzionaria di WhatsApp e ancora, in Italia, non riusciamo a pagare brioche e cappuccino con lo smartphone? Qualcosa sta cambiando e nomi come Satispay, 2Pay e Jiffy cominciano a circolare e a far conoscere l’instant payment, lo scambio di denaro in tempo reale anche attraverso lo smartphone, soluzione che sta prendendo piede e mettendo d’accordo clienti e negozianti soprattutto per i costi nulli o contenuti da entrambe le parti.

Il vantaggio ulteriore dell’instant payment, così come è concepito, è la liberazione non solo dai contanti e dalla ricerca di emergenza di uno sportello Bancomat: ci evita di esibire carta di credito e bancomat, allontana il rischio di smarrimenti e supera il limite, spesso fantasioso, delle piccole cifre non pagabili con il bancomat; se per il negoziante non ci sono spese di gestione entro un certo limite e il trasferimento del denaro è in tempo reale, tutto è più semplice e gestibile.

Uno dei limiti per la diffusione è nel numero di esercizi convenzionati, ancora basso, con la speranza chei locali che aderiscono diventino sempre più numerosi e conosciuti: più persone iniziano a usare e a richiedere questo tipo di pagamenti, maggiore sarà la spinta ad adottarli per chi non vorrà perdere clienti a favore di una concorrenza più attrezzata.

Perché si chiama Instant Payment

Rispetto ad altre forme di pagamento, l’Instant Payment ha dalla sua l’immediata disponibilità del denaro. Per capirne il vantaggio, l’esempio migliore è lo scambio di contanti tra persone, non solo per un prestito ma anche per dividere un conto di un ristorante, di un regalo da fare a un amico comune o dei biglietti del cinema anticipati da un amico e molti altri esempi di vita quotidiana: invece di aspettare di incontrarsi di nuovo, di chiedere bonifici di piccoli importi, l’instant payment permette di dividere subito il conto, così chi non ha i contanti può versare la sua parte nelle “tasche” di chi ha pagato tutto.

Questo tipo di scambio veloce lo ha già realizzato PayPal affiancando il servizio PayPal.me a quelli ormai rodati: in breve, basta impostare un link personalizzato e condividerlo con la persona interessata perché questa possa versare subito la somma dovuta. Il vantaggio degli altri servizi che abbiamo già menzionato in apertura è che allargano questo tipo di scambio in tempo reale anche agli esercizi commerciali, realizzando il sogno di molti di noi di pagare il caffè senza tirare fuori monete, portafogli, carte, ma solo il telefono.

Un altro vantaggio e un incentivo all’uso: il sistema cashback

Insomma, siamo in presenza di “portafogli virtuali” per le piccole spese (ma anche quelle più consistenti), che somma la praticità alla convenienza quando l’utilizzo di un sistema di pagamento prevede anche l’opzione cashback, cioè il rimborso di una percentuale variabile della spesa che viene rimborsato immediatamente sotto forma di credito disponibile per chi ha pagato.

Come spiega bene il sito di Satispay, il cashback non è uno sconto immediato: se un ristorante offre il 10% di cashback sul conto significa che il conto del ristorante dovrà essere pagato per intero, ma pagandolo con un sistema di Instant Payment con cashback, quel 10% si trasforma subito in credito spendibile altrove. Quindi, se il conto del ristorante è 100 euro, sul conto del sistema prescelto troverai subito 10 euro di cashback da usare per altre spese. La percentuale di cashback è decisa dal singolo esercente e si può conoscere consultando la scheda degli esercenti presente sulle app di Instant Payment.

Chi utilizza l’Instant Payment? Alcuni dei sistemi più attivi in Italia

Senza alcuna pretesa di essere esaustivi, parliamo di alcuni dei sistemi più conosciuti in Italia.

Satispay

Uno dei servizi che si sta facendo più pubblicità al momento, ha un sito e una app facili da consultare e con informazioni chiare e accessibili. L’attivazione del servizio su app prevede alcuni passaggi obbligatori come la verifica dell’identità (bisogna essere maggiorenni), facile e veloce attraverso la fotografia del documento e il caricamento istantaneo nell’app, e l’aggiunta dell’IBAN perché il “portafoglio” si ricarica appoggiandosi al conto corrente bancario.

Il funzionamento di Satispay è a budget: bisogna impostare un budget settimanale, prevedendo quali potrebbero essere le spese, e una volta alla settimana Satispay preleverà dal conto corrente la cifra spesa per riallineare il budget impostato: se non ci sono state spese, non ci sarà alcun prelievo. Se invece il denaro disponibile è superiore al budget (per esempio, perché un amico ci ha pagato la quota di una serata in pizzeria), Satispay trasferisce l’eccesso sul conto corrente, sempre per riallineare il budget con la cifra impostata.

L’app permette di sapere quali sono i locali che utilizzando Satispay nelle vicinanze e anche se hanno attivato l’opzione cashback. Il sito spiega con chiarezza che l’unico costo è a carico degli esercenti (20 centesimi per ogni transazione che supera i 10 Euro), e che non ci sono costi né penali per la disattivazione del servizio e per il recesso dal contratto.

2Pay

Il sito web presenta il servizio come “il contante del futuro” e ha funzionamento molto simile a Satispay. Le app sullo smartphone funzionano solo se c’è rete dati disponibile ma 2Pay ha pensato anche a questo e se non c’è rete disponibile l’app può generare un QR code che il negoziante leggerà come un codice a barre.

Sul fronte commissioni, 2Pay per i commercianti ha un costo fisso per transazione di 2 centesimi su qualsiasi importo, e come Satispay prevede l’opzione cashback attivabile dal negoziante, che ne stabilisce anche la percentuale.

2Pay viene ricaricata con una somma bonificata dal proprio conto corrente, ma non si lega in alcun modo al conto per gestire il denaro: una volta installata l’app, infatti, viene generato un IBAN che si collega al numero di cellulare, che può pagare e può ricevere denaro da altri utenti 2Pay, semplicemente richiamando il nome dalla rubrica.

Jiffy

È il sistema progettato da SIA, la società di servizi tecnologici per banche e istituzioni finanziarie, che ha un funzionamento simile a quello di Satispay e 2Pay, anche se non utilizza (come Satispay), un budget prefissato. Dopo aver controllato se la propria banca permette di utilizzare il sistema, si installa l’app, si collega il numero di cellulare all’IBAN e si può iniziare a scambiare denaro in tempo reale con altri contatti che utilizzano Jiffy.

In arrivo c’è anche Tinaba, un’esclusiva per l’Italia di Banca Profilo, per il momento solo su invito. Anche Tinaba, che non è una banca ma una piattaforma di gestione di pagamenti digitali, opererà tramite app e prevede diversi livelli di ingresso, con funzionalità limitate per il livello inferiore, accessibile anche dai minori di 18 anni, al livello A completo. Tinaba è disponibile anche per i commercianti che vogliono ricevere pagamenti digitali ed è gratuita.

Due caratteristiche interessanti di Tinaba sono la cassa comune, che permette a più persone di versare una quota per raggiungere un importo prestabilito, e la possibilità di creare un progetto stimandone il costo finale per poi chiedere aiuto a possibili finanziatori. Tinaba dovrebbe diventare aperta al pubblico a partire dall’autunno 2016.

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