I social nel 2016: l’irresistibile ascesa di Snapchat e la reazione di Instagram

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Tra social in crisi e in cerca di identità come Twitter, social sempre più pervasivi come Facebook, per molti diventato anche una fonte di notizie, il 2016 è stato anche l’anno dell’esplosione di Snapchat e della tenuta solida di Instagram con i suoi 500 milioni di iscritti attivi.

L’anno sta per finire e dedichiamo un post a Snapchat e Instagram, anche per sottolineare che nel mondo dei social e dei fenomeni improvvisi (stai ancora giocando a Pokémon Go?), niente può essere dato per certo e duraturo: è probabile che il 2017 sia davvero l’anno di Snapchat, ma le novità che sta per lanciare saranno sempre un successo?

Gli adolescenti (ma non solo) amano Snapchat

Cosa fanno i nostri figli e i ragazzi quando stanno al telefono? Probabilmente usano Snapchat oppure Instagram. Il social del fantasmino giallo negli Stati Uniti è amatissimo, così tanto che la percentuale di ragazzi attorno ai 16 anni che lo indica come social preferito è passata dall’11% al 35% nel giro di un anno. I risultati arrivano da una ricerca della società Piper Jaffray e indicano anche che Snapchat si lascia dietro Instagram al 24% e poi Twitter e Facebook appaiati al 13%.

Le cose non cambiano molto se la forbice si apre fino a comprendere i giovani tra i 18 e i 34 anni, sempre negli Stati Uniti: il 41% usa Snapchat ogni giorno e le previsioni per il 2017 indicano un miglioramento ulteriore.

E in Italia? Una ricerca dello IED indica che anche qui Snapchat piace ai più giovani: il 42,6% di chi lo usa ha meno di 18 anni e il 30,9% tra i 18 e i 24. Snapchat è usato e amato soprattutto per chattare e comunicare con gli amici anche se è ancora un social di nicchia, come ricorda la digital strategist Giuliana Laurita nel post che ha dedicato proprio a questa ricerca realizzata dagli studenti del master di cui è coordinatrice

Snapchat non è intuitivo da usare (del funzionamento di Snapchat avevamo parlato qualche tempo fa), però ha caratteristiche che lo rendono gradito a chi ama contenuti “veloci” che, arricchiti da scritte, disegni e molto altro sono anche molto divertenti. Basta fare una ricerca su Google immagini per rendersene conto: video di persone che versano arcobaleni dalla bocca o assumono le sembianze di animali sono ormai nell’immaginario che accompagna questo social. E poi ci sono le Storie, foto e video visibili dagli amici, che durano 24 ore ma che da qualche tempo sono anche salvabili e riutilizzabili altrove, magari su altri social.

Snapchat può sembrare un social votato alla leggerezza ma non è uno scherzo, e chi lo guida ha capito presto che è il luogo dove possono passare con più facilità anche i messaggi delle aziende interessate a nuove vie per raggiungere i loro clienti e possibili clienti senza apparire troppo intrusive, anzi, inventando nuovi modi di comunicare e di pubblicizzarsi proprio nello stile veloce e graficamente accattivante usato dagli stessi iscritti.

Così, dopo le prime funzionalità ne sono apparse altre più dedicate alla conservazione dei contenuti prodotti: si chiamano Memories, ricordi, collezioni di “snap” che possono anche diventare private e quindi visibili solo da chi ha il codice di accesso.

Quindi, non più solo il presente fotografato e pubblicato al volo ma anche postato in un momento diverso e più lontano nel tempo, un cambiamento abbastanza radicale nella filosofia di Snapchat che però non ne ha intaccato il successo.

Cosa si prevede per il futuro di Snapchat? Più investimenti pubblicitari e più ricavi, più persone che lo useranno e qualche nuova funzionalità per attirare sempre più iscritti, e poi gli Spectacles: sono occhiali a prezzo contenuto (circa 130 dollari), con una telecamera integrata per produrre video brevi da un punto di vista insolito, anche se battere la comodità della fotocamera del telefono è una vera sfida.

Instagram non sta a guardare: le Stories

Instagram è in salute e con i suoi 500 milioni di iscritti attivi non si accontenta e vuole crescere in direzioni diverse rispetto a quella originale. Anche Instagram è molto amato dai più giovani che lo usano più o meno come facciamo tutti, per condividere immagini niente affatto improvvisate ma filtrate, corrette, valutate con attenzione e poi postate per la visione (e il giudizio), dei propri follower.

L’attenzione estrema alla “foto giusta” ha dato il via anche ai Finsta (Finstragram), i secondi account riservati agli amici e follower più intimi dove postare foto più spontanee: vale per i ragazzi ma anche per altre persone, magari professionisti noti e seguiti, che nel profilo pubblico curano e promuovono la propria immagine e desiderano uno spazio alternativo dove conservare ricordi e momenti personali senza badare alla perfezione dello scatto e a cosa questo racconti di loro.

Le Stories di Instagram vivono nel mezzo di queste due esigenze: proprio come su Snapchat, durano 24 ore e poi scompaiono e invitano a postare con maggiore frequenza, improvvisando di più rispetto a quello che succede nel feed principale. Instagram lo ha scritto chiaro nel post di presentazione: con le Stories non devi preoccuparti di postare troppo, anzi, puoi dare libero sfogo alla tua creatività quante volte vuoi, sicuro che le immagini scompariranno dopo un giorno e non ce ne sarà traccia nel tuo profilo classico.

Le Stories sono collezioni brevi di foto e video che si possono arricchire con scritte e disegni, di nuovo proprio come su Snapchat, e sono pubbliche se anche il profilo lo è. Per vederle e seguire quelle degli altri basta aprire Instagram e cercarle nella parte alta dell’account, nello spazio orizzontale dove scorrono i profili che ne hanno pubblicate.

giphy

Facebook, che ha appena pubblicato i suoi risultati dell’ultimo trimestre, celebra le Stories come parte del suo sforzo per portare i video al centro dell’attenzione e renderli sempre più facili da fare e accessibili, e quindi sempre più numerosi. In questo senso le Stories, nate solo lo scorso agosto, sono un successo con ben 100 milioni di profili attivi ogni giorno, ma la loro tenuta andrà valutata nel tempo proprio perché si allontanano dagli standard di Instagram: pur contando su una base di utenti enorme, non è detto che l’inserimento delle Stories funzioni così bene come succede all’interno di Snapchat.

Stories a parte, sta per arrivare lo shop online, l’ultima novità di Instagram che forse lo proietterà ancora più in là nel gradimento dei suoi utenti: scorrendo le fotografie si potranno toccare i prodotti delle aziende che preferiamo e, attraverso il tap, scoprire subito il nome e il prezzo, e con un altro tap passare direttamente all’acquisto sul sito del produttore o rivenditore, sul sito web o dentro un’altra app. In questo modo Instagram cercherà di porsi come anello di congiunzione tra la scoperta e l’acquisto di un bene, per agevolare il passaggio dall’interesse alla decisione di comprare. Alcuni brand statunitensi hanno già aderito alla sperimentazione che inizierà proprio dagli Stati Uniti.

Il 2017 sarà di certo un anno interessante anche per altri social e siti come YouTube, dei quali parleremo in altri post che verranno. Concludiamo con un consiglio: usare questi social non è affatto obbligatorio, fa bene scegliere se e dove esserci ma anche, prima, fare una prova, almeno per non avere paura e capire un po’ di più del mondo che accoglie e mette alla prova i più giovani che abitano con noi.

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