La legge europea sul modem libero. E cosa succede in Italia?

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Parliamo ancora di linee ADSL e FIBRA, ma stavolta ci concentriamo sui modem/router che gestiscono la connessione a Internet, in genere forniti dall’operatore scelto insieme a servizi extra come l’accesso a contenuti video o altro ancora.

Come cliente di un provider, puoi sempre controllare ogni voce del contratto per conoscere e capire i vincoli tecnici ed economici, e per sapere cosa puoi fare se – per qualsiasi motivo – vuoi usare un modem/router scelto e acquistato da te: si chiama trasparenza tariffaria e ne riparliamo in coda a questo post.

Noi di Ehiweb abbiamo scelto di non vincolare chi ci sceglie all’uso obbligatorio di un nostro router, che forniamo su ogni nuova attivazione. Ma esiste una normativa che regola questo aspetto? Partiamo da quest’ultimo punto.

Cosa dice il regolamento europeo

Il regolamento del Parlamento Europeo del 25 novembre 2015 ha definito proprio la questione router all’interno di una norma comunitaria, per “far sì che Internet continui a essere una piattaforma aperta”, partendo dalla constatazione che “un numero elevato di utenti finali riscontra blocchi o rallentamenti di applicazioni o servizi specifici dovuti alle pratiche di gestione del traffico”.

L’indicazione è chiara: “Gli utenti finali hanno il diritto di accedere a informazioni e contenuti e di diffonderli, nonché di utilizzare e fornire applicazioni e servizi, e utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell’utente finale o del fornitore o dalla localizzazione, dall’origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio, tramite il servizio di accesso a Internet.

In breve, chi lo desidera può accedere a Internet attraverso un modem/router scelto liberamente e non imposto dall’operatore.

Il riferimento per queste citazioni sono l’articolo 3 e il comma 1 del Regolamento.

Cosa succede in Italia con i modem e i router per le ADSL e la FIBRA?

La realtà italiana non è omogenea e alcuni operatori legano la fornitura del servizio ADSL o FIBRA all’uso di un modem/router specifico, fornito al momento dell’attivazione e pagato mese per mese con un vincolo definito dal contratto (a volte inserito come “costo di attivazione”), da restituire in caso di migrazione verso un altro provider o di cessazione della linea.

Oltre ai vincoli contrattuali ed economici esistono a volte dei vincoli tecnici che possono limitare quello che il cliente può fare con la sua linea, tutta la gamma delle personalizzazioni e impostazioni particolari come quelle richieste da impianti di domotica, media server, streaming, parental control e molto altro ancora.

Insomma, ogni volta che si sceglie un operatore è bene leggere nel dettaglio tutte le specifiche contrattuali, comprese quelle che regolamentano l’uso dei modem/router forniti dal provider, e decidere con tutte le informazioni alla mano.

L’interpellanza urgente in Parlamento: i provider non rispettano il regolamento europeo?

Lo scorso gennaio, i deputati Catalano, Quintarelli, Galgano e Monchiero hanno chiesto ragione del comportamento degli operatori che non rispettano il regolamento europeo con una interpellanza urgente, premettendo quanto segue:

“[…]attualmente, numerosi Internet Service Provider italiani non rilasciano ai propri clienti le credenziali di registrazione/autenticazione come i dati di registrazione VoIP, ID e gli ulteriori parametri di configurazione, così imponendo, contrattualmente o di fatto, l’utilizzo obbligatorio dei loro apparati di proprietà e annullando la libertà dell’utente di scegliere il proprio router”.

Buona parte dell’interpellazione, a partire dalla risposta di Franca Biondelli, Sottosegretaria di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, verte sulla definizione di modem e router per definire se siano da considerare:

  • “Terminali degli utenti”, i quali possono usarli o non usarli, come preferiscono
  • “Terminali di rete”, o apparati di rete, senza garanzia di libertà di uso perché di proprietà del provider, considerati necessari per il funzionamento della rete anche se collocati a casa di chi usa la linea ADSL o fibra.

Nel frattempo, la Commissione Europea sta studiando la normativa tedesca che non considera i modem e i router apparati di rete; un’interpretazione che potrebbe cambiare e liberalizzare anche in Italia il mercato dei modem e dei router, agevolando i produttori e i clienti dei provider che vorrebbero poter navigare e usare altri servizi connessi ad ADSL e fibra (il VoIP, per esempio), in totale libertà.

Catalano, nella sua risposta a Biondelli, ha citato proprio la normativa tedesca e ha sottolineato “la necessità di garantire una certezza del diritto per le imprese che intendono investire in questo settore del modem libero”, e ha sollecitato un intervento tempestivo da parte del governo.

Aggiornamento all’11 maggio 2017

Oggi c’è una novità: il Senatore Fabrizio Bocchino ha presentato un Ordine del Giorno che potrebbe avere effetto sul Decreto Legge sulla Libera concorrenza in Internet e impegnare il Governo a “a consentire agli utenti di provvedere autonomamente – in conformità con quanto stabilito dai regolamenti UE – all’acquisto del modem/router, che resterà dunque di loro proprietà e non dovrà più essere cambiato se si decide di cambiare fornitore di connessione. Viceversa, gli ISP non potranno più imporre l’acquisto o il noleggio di loro apparecchiature esclusive, dovranno fornire agli utenti tutte le credenziali per allacciarsi autonomamente alla rete e usare i servizi VoIP”

Leggi il testo completo del provvedimento.

Continueremo a seguire la vicenda “modem libero” e speriamo di pubblicare presto un post pieno di buone notizie!

E Ehiweb? Come gestiamo i modem/router che diamo ai nostri clienti

Da sempre diamo tutta la libertà di scegliere il modem/router preferito: ogni nuovo cliente che riceve un nostro dispositivo lo può usare per navigare oppure usare il proprio, e mantenere il nostro per fare test sulla rete in caso di bisogno. Non imponiamo obblighi.

La trasparenza tariffaria dei provider

Ogni provider deve pubblicare sul suo sito una pagina dedicata alla trasparenza tariffaria ed esporre schede tecniche delle offerte, costi e vincoli per i suoi clienti: cercala sul sito del provider che ti interessa – di solito la trovi a fine pagina, nel footer – e controlla tutte le voci di spesa e le indicazioni sulla libertà di usare un modem a tua scelta. Online sul nostro sito trovi anche la nostra pagina dedicata alla trasparenza tariffaria.

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