Come cambia la tv grazie a Internet: Netflix, RaiPlay, Amazon (e Apple?)

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Smart tv, Apple Tv, Chromecast: probabilmente conosci bene almeno uno di questi device e lo usi ogni giorno per guardare la tv. Questi e altri dispositivi ci permettono da tempo di sfruttare la connessione a Internet per guardare i nostri programmi preferiti all’interno di un catalogo sempre più ampio e diversificato.

L’avvento della tv satellitare aveva già dato un assaggio del cambiamento che viviamo e stiamo vivendo da qualche anno: la facilità di accesso ai grandi distributori di programmi – Netflix per primo, a lungo usato da tanti italiani con account esteri fino a quando non è sbarcato in Italia – e la costruzione di palinsesti personalizzati.

La guida tv per la televisione generalista esiste ancora, ma quando usiamo Internet per vedere la tv diventiamo invece soggetti attivi, passiamo da “ecco cosa c’è da vedere oggi, e a che ora puoi farlo” a “cosa ti va di guardare oggi? Scegli, guarda quando vuoi, rivedi quante volte vuoi”. Un po’ come quando, in passato, prendevamo le musicassette e costruivamo i nostri nastri personalizzati, cosa che oggi facciamo su Spotify o altre piattaforme, scegliendo con cura brano per brano, inventando le nostre playlist.

Come spiega il New York Times, la tv generalista è ancora dominante ma si sta scavando un solco tra chi ha e non ha accesso alla tv on demand, personalizzabile: nasce una cultura sempre meno universale e sempre più di nicchia, da una parte i programmi tv “visti da tutti” e dall’altra successi su una scala completamente diversa. Per dirla in un altro modo ancora: “winter is coming”, espressione che ogni appassionato di Game of Thrones conosce, non avrà mai la stessa diffusione di “che cavolo stai dicendo, Willis?” che ogni italiano (e non solo), attorno ai quarant’anni avrà sentito almeno una volta.

I tempi sono cambiati e solo tra qualche tempo capiremo quanto e come questi nuovi prodotti culturali saranno in grado di avere un impatto vasto, anche se visti solo da un pubblico tutto sommato ristretto: non c’è dubbio, comunque, che la tv continuerà ad avere influenza sulle nostre vite e la nostra cultura.

Alla luce di questi cambiamenti e delle esigenze degli spettatori, che cambiano in funzione anche del supporto fisico sul quale avviene la visione, i grandi player del settore non stanno certo fermi e continuano a modificare, svecchiare, amplificare la loro offerta.

Netflix e l’avvento dei programmi offline

Netflix ha segnato alcune delle tappe fondamentali del nuovo modo di guardare la tv, anche in Italia. Ora presente in 130 paesi e con un pubblico di circa 90 milioni di persone e il 47% di questo pubblico fuori dagli Stati Uniti, continua a crescere e a rafforzare i suoi punti di forza, oltre al prezzo, che ne guideranno la probabile crescita anche nel 2017:

  • Il “binge watching”, cioè il rilascio (e la visione, volendo), di tutti gli episodi di una serie nello stesso momento
  • La programmazione originale con 600 ore di prodotti creati e distribuiti in autonomia
  • Gli account personalizzati per ciascun membro della famiglia
  • L’ottimizzazione dello streaming che ne rende la visione fluida e piacevole anche quando più persone stanno usando Internet in casa

A questi “classici”, ora, Netflix ha aggiunto la visione offline di alcuni film e serie, rispondendo a una richiesta precisa del suo pubblico. Da qualche settimana anche in Italia si può scaricare sul telefono, computer o altro device il programma preferito e vederlo anche quando non c’è linea.

In più, i possessori di un telefono Android possono scaricare film e altri contenuti anche sulle schede SD rimuovibili, senza occupare la memoria del telefono: in ogni caso, per evitare problemi di pirateria, i video rimangono visibili solo sul telefono che li ha scaricati.

La curiosità: Netflix negli Stati Uniti offre ancora il suo servizio originario di consegna e ritiro DVD e Blue-Ray a domicilio, ormai un piccolo segmento che però continua a dare il suo contributo economico.

RaiPlay: una bella sorpresa dalla tv tradizionale

Una ricetta della trasmissione di cucina? Il documentario passato a notte fonda da rivedere in un altro momento? Dopo Rai.tv, la Rai da fine agosto ha messo in campo la sua arma per la tv su Internet, RaiPlay, sito e applicazione punto di partenza per la scoperta o il recupero delle trasmissioni preferite.

Slegata dal palinsesto tradizionale, RaiPlay preferisce la più moderna organizzazione per generi e argomenti: già dalla home ci si trova davanti una suddivisione tra fiction italiana, serie tv, grande cinema, commedia e altri generi ancora. A fianco delle differite, RaiPlay offre anche la visione delle dirette di 14 canali, mostra la guida tv dell’ultima settimana e dà informazioni sulla programmazione futura.

Con l’account su RaiPlay si possono inserire le trasmissioni più amate tra i Preferiti e segnare cosa guardare in un altro momento tramite la funzione “Guarda dopo”. Alcuni programmi e trasmissioni hanno contenuti extra o una suddivisione in argomenti oltre che la classica indicazione delle puntate: un esempio su tutti è la seguitissima “Prova del cuoco” che mette a disposizione le singole rubriche e i video delle ricette. Il modello pubblicitario elimina gli spot all’interno dei video e propone spot specifici prima della visione di ogni singolo contenuto.

Un’ottima mossa realzzata con gusto e attenzione alla navigazione da parte della Rai, con una app che all’inizio ha avuto qualche difficoltà su alcuni device ma è in via di miglioramento.

Amazon Prime Video

Film e serie tv in streaming non mancano nemmeno su Amazon, tra gli ultimi arrivati in questo segmento: Amazon offre l’accesso gratuito a chi è già abbonato al servizio Prime per le consegne in un giorno su Amazon.it (19,99 Euro/anno), e 30 giorni di prova a chi non ne usufruisce. Amazon Prime Video si usa da pc, da svariati device anche tramite app apposita, e anche su alcune Smart TV.

Il catalogo non è immenso ma senza dubbio andrà a espandersi e i contenuti sono in lingua originale, alcuni sottotitolati e alcuni doppiati in italiano. Lo streaming si autoregola bene a seconda della qualità della linea ma per ogni contenuto si può scegliere in autonomia il tipo di visione tra Good (meno di un Giga all’ora), Better e Best (quasi 7 Giga all’ora), interessante per chi è in mobilità e deve fare attenzione al piano dati se non ne ha disposizione uno illimitato. Sui dispositivi mobili è disponibile anche il download per la visione offline.

Apple farà la sua piattaforma di video in streaming?

Le voci dicono che potrebbe arrivare un servizio di streaming video anche da parte di Apple, con serie tv, film e altri contenuti originali ma anche con contenuti non originali, una bella sfida contro colossi come Netflix che hanno davvero anni di vantaggio rispetto a un’azienda che, al momento, si occupa di tutt’altro, soprattutto di produrre device fisici.

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