Scuola online: soluzioni e domande aperte su come insegnare ai tempi del Coronavirus

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In queste settimane di emergenza, tutti i genitori di bambini e ragazzi in età scolare, tutti i bambini e i ragazzi e tutti gli insegnanti stanno sperimentando un momento di stallo mai provato: la scuola è ferma e bisogna organizzarsi per ricostruirne un pezzo, a distanza.

Problemi, risorse e soluzioni per attivare la scuola online sono ormai noti ai più e comunque diversi a seconda del grado frequentato – dalla scuola dell’infanzia fino all’università – e dalla capacità di attivarsi: alcune scuole e alcuni insegnanti hanno iniziato subito a programmare lezioni e compiti anche dal vivo, altri stanno ancora cercando le soluzioni migliori.

Scuola online: come funziona?

Per comporre il puzzle della didattica online servono alcuni pezzi fondamentali che la condizionano dal punto di vista operativo:

  • dotazione informatica di ogni famiglia: computer, stampanti e altri strumenti che non tutti possiedono e la possibilità di utilizzarli, in particolare se in casa ci sono più figli che devono seguire lezioni di classi diverse
  • possibilità di collegarsi a Internet da una linea domestica fissa (ADSL o fibra ottica) o di sfruttare il piano telefonico con i Giga a disposizione per la navigazione
  • disponibilità della famiglia a seguire gli orari delle lezioni: i bambini più piccoli che non sono autonomi nell’uso delle tecnologie vanno affiancati almeno all’inizio, costruendo poi con loro i margini di indipendenza ai quali possono arrivare
  • possibilità di coinvolgere tutti, anche bambini e ragazzi in situazioni di fragilità che potrebbero non riuscire a partecipare alla didattica al pari degli altri compagni
  • preparazione degli insegnanti sull’uso degli strumenti per la didattica, le possibilità di formarsi e, come già per le famiglie, la possibilità di usare un computer o tablet e un collegamento a Internet.

Dotazioni informatiche e fondi stanziati con il decreto legge Cura Italia

Come tante scuole stanno già facendo, il primo censimento utile coinvolge insegnanti e studenti e può dare le linee di indirizzo per organizzare la didattica migliore caso per caso: in questo senso, nessuno strumento è escluso, dal pratico WhatsApp fino alle piattaforma più evolute pensate per le videoconferenze e i webinar fino quelle ideate proprio per l’insegnamento.

Per le dotazioni informatiche, il decreto Cura Italia del 17 marzo 2020 all’articolo 120 “Piattaforme per la didattica a distanza” precisa che saranno stanziati 85 milioni per la scuola, così divisi:

a) per 10 milioni di euro nel 2020, a consentire alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità;
b) per 70 milioni di euro nel 2020, a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme di cui alla lettera a), nonché per la necessaria connettività di rete;
c) per 5 milioni di euro nel 2020, a formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza. A tal fine, può essere utilizzato anche il fondo di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha firmato il decreto ministeriale il 26 marzo, dando così il via all’utilizzo dei fondi sulla base di un criterio di distribuzione che mette al primo posto la necessità di raggiungere le scuole e le famiglie meno attrezzate per dare il via alla didattica online.

Accesso a Internet via mobile: il sito Solidarietà Digitale

Per l’accesso a Internet in mancanza di linea fissa, segnaliamo le iniziative dei diversi operatori di telefonia mobile presenti su Solidarietà Digitale, che in questo momento stanno estendo i piani telefonici, in particolare i Giga a disposizione per la navigazione.

Le indicazioni della scuola per attivare la didattica a distanza

Il 17 marzo, il MIUR ha pubblicato la prima nota sulla didattica a distanza. La nota non contiene indicazioni specifiche su software o strumenti da utilizzare per insegnare online, ma si sofferma sulle “coordinate essenziali dell’azione del sistema scolastico”:

  1. il significato della didattica a distanza come azione che ha come primo obiettivo il mantenimento del senso di appartenenza a una comunità, di classe e di scuola, da promuovere con l’interazione tra insegnanti e studenti
  2. l’importanza di tenere vivo il percorso di apprendimento, coinvolgendo tutti gli studenti
  3. il significato di didattica a distanza, cioè la capacità di creare un “ambiente di apprendimento” flessibile, da adattare a seconda delle esigenze di ogni classe e ogni allievo, per includere tutti, e da rimodulare ogni volta che è necessario, con l’obiettivo di creare una relazione e andare oltre “il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti”

Gli altri punti della nota affrontano i temi della tutela della privacy, della progettazione delle attività, della verifica delle stesse e della tutela e inclusione degli alunni con disabilità, DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) e altri bisogni educativi speciali (BES).

Approfondisci:

Organizzare le lezioni online

Una volta stabilito con quali mezzi e in quali orari gli studenti sono disponibili, può risultare utile stabilire una routine che ricordi quella vissuta a scuola, dal semplice appello ai momenti dedicati alle lezioni, le pause, e i momenti dedicati ai compiti da svolgere in autonomia e da restituire all’insegnante.

In questo senso può tornare utile impostare un orario settimanale che indichi quali materie e argomenti saranno oggetto di spiegazione, quali materiali preparare prima della lezione, cosa fare dopo aver partecipato.

Se tutti gli studenti possono accedere alle videolezioni, i momenti riservati alle spiegazioni – durante i quali parla solo l’insegnante – possono essere intervallati con momenti di interazione, prestando attenzione alla capacità degli studenti di restare collegati e attenti, capacità che, com’è ovvio, differiscono molto in base all’età dei ragazzi: per questo motivo, l’uso delle videolezioni va valutato con attenzione per i bambini che frequentano la scuola primaria (elementare).

Approfondisci:

Insegnare online: strumenti e soluzioni per il lavoro sincrono e asincrono

Sappiamo ormai che non esiste un modello ideale di insegnamento a distanza che ci dica quante ore è necessario o auspicabile dedicarsi alla scuola nel corso delle giornate a casa, o come organizzare classi e didattica perché siano accessibili a tutti.

L’iniziativa varia dunque per ogni istituto scolastico, ogni ordine di scuola fino ai singoli insegnanti: qui ci limiteremo a segnalare alcuni strumenti tra quelli più conosciuti e utilizzati per provare ad andare oltre l’assegnazione dei compiti e dei materiali via registro elettronico.

WhatsApp o Telegram

Amore e odio di genitori e insegnanti verso queste piattaforme che di solito ospitano i gruppi classe per lo scambio di informazioni sulle attività scolastiche, oggi forse sono sentimenti livellati dalla necessità di utilizzarli per le comunicazioni rapide.

Un paio di esempi:

con un gruppo parallelo a quello della classe, gestito solo da una persona senza possibilità di ricevere risposte che aumentano la confusione, è semplice ricreare un parallelo del registro elettronico per i genitori che hanno difficoltà ad accedervi

registrare pillole video o messaggi vocali con letture di brani diverse, realizzandole direttamente da WhatsApp o preregistrandole

Per chi ha un computer, le app di WhatsApp e Telegram per desktop permettono un accesso più agile, anche per la condivisione dei materiali.

YouTube

Utile per reperire video da condividere ma anche per creare un canale privato sul quale caricare videolezioni che poi gli studenti potranno guardare nei tempi stabiliti.

G Suite for Education

Tutti gli strumenti di Google per il lavoro collaborativo scolastico sono dentro G Suite for Education: dalla condivisione di documenti, slide, fogli di calcolo, quiz, lavagna interattiva, forum, fino al calendario condiviso e naturalmente alle videoconferenze con Hangouts Meet.

Nella G Suite si trova anche Classroom, lo strumento per creare corsi online: per poterlo usare con una classe, è necessario che la scuola sia registrata a G Suite for Education per avere un account gratuito.

Approfondisci:

Due post introduttivi a G Suite e alle videochiamate di Francesca Marano, Community Manager:

Edmodo

Piattaforma gratuita per la collaborazione tra insegnanti e studenti, con classi virtuali controllate dagli insegnanti che possono anche dividerle in gruppi. L’accesso avviene con l’invito dato dall’insegnante che poi assegna esercizi, modera gli interventi, condivide materiale e può inviare messaggi agli studenti e ai loro genitori.

All’interno di Edmodo, gli studenti possono comunicare direttamente con gli insegnanti e la classe ma non tra di loro (non ci sono messaggi privati), e hanno accesso a tutte le risorse condivise, comprese quelle per esercitarsi e rispondere a quiz e domande.

Anche i genitori hanno un loro ingresso riservato alla piattaforma per conoscere il piano delle attività e inviare messaggi diretti agli insegnanti.

Weschool

Weschool è la piattaforma italiana per insegnanti e studenti divisa in wall, l’area per condividere materiali e post e interagire, board (lavagna) per organizzare percorsi di studio e lezioni con tutti i materiali utili, dal file in PDF ai video fino ai siti web, e infine l’area di test per verificare gli apprendimenti: i quiz hanno la correzione automatica e i risultati arrivano in tempo reale ai docenti.

WeSchool ha anche un registro condiviso per tenere traccia delle attività quotidiane della classe.

Padlet

Anche Padlet riprende il concetto di muro o lavagna per condividere ogni tipo di risorsa utile (foto, documenti, link, video, file audio), partendo da template già impostati o iniziando da zero: tutti gli invitati possono aggiungere contenuti e intervenire con commenti e suggerimenti.

Ogni padlet creato può essere condiviso con un link o inserito all’interno di sito web o un blog, ma le funzioni di condivisione possono essere soppresse per mantenere la riservatezza sui lavori scolastici.

Office 365 Education

Partendo da un piano gratuito (Office 365 A1) riservato alle scuole, Microsoft mette a disposizione tutte le sue risorse più note – Word, Outlook, Excel, PowerPoint, OneNote – tutte in versione web, e aggiunge altri servizi utili come OneDrive (per salvare tutti i documenti in cloud) e Teams, il servizio dedicato all’interazione con chat, telefonate e videoconferenze.

Moodle

Una piattaforma pensata per la scuola ma anche per la formazione aziendale e professionale, molto usata in ambito universitario.

Gratuito e open source, Moodle permette di organizzare liberamente l’abiente di e-learning e proporre corsi e lezioni, anche in video, condivisione di materiali, pagine web e libri (documenti unici con all’interno tutti i materiali multimediali preferiti), scambio di commenti e informazioni via chat e naturalmente verifiche degli apprendimenti con compiti di valutazione intermedi e quiz e test finali.

Videoconferenze e webinar

La possibilità di fare videoconferenze è un’utilità in più da sfruttare se tutti possono accedervi.

Cosa chiedere a uno strumento per fare video in diretta perché sia davvero utile? Alcuni requisiti da verificare:

  • disponibilità su più device: se lo strumento è accessibile anche via web, con il browser, anche meglio per evitare di scaricare e installare il software
  • possibilità di registrare la videochiamata per condividerla in un momento successivo e in altre piattaforme
  • possibilità di condividere lo schermo per mostrare documenti, slide e altri materiali
  • capacità di silenziare tutti i partecipanti per avere la possibilità di spiegare senza interferenze.

Skype

Trasformare una videochiamata Skype in una riunione o lezione è semplice: l’organizzatore che ha l’applicazione di Skype installata può avviare una riunione e otterrà subito un link da condividere con tutti i partecipanti.

Ogni partecipante che cliccherà sul link potrà unirsi alla riunione:

  • dall’applicazione installata su computer, telefono o tablet
  • via browser (Chrome o Edge), senza installare il programma

Per i partecipanti, non è necessario nemmeno avere un account Skype: potranno unirsi alla lezione come ospiti.

L’insegnante che ha dato il via alla chiamata potrà quindi dare un nome alle lezione, registrarla e poi scaricarla una volta terminata la chiamata.

Durante ogni videochiamata con Skype è sempre attiva la chat per scrivere messaggi e la possibilità di condividere lo schermo. L’organizzatore può silenziare il microfono degli studenti, ma ogni studente può riattivarlo in autonomia in qualsiasi momento.

Zoom for Education

Una delle piattaforme più utilizzate per i meeting aziendali, Zoom ha un sezione for Education che in questo momento avvisa subito che, nel piano Basic gratuito, il limite di tempo di 40 minuti per le videoconferenze è stato temporaneamente rimosso.

Zoom è forse meno intuitivo di altri strumenti ma vale decisamente la pena dedicargli un po’ di tempo per imparare a usare le sue funzioni più utili.

Una volta installato, Zoom offre la possibilità di far partire subito una riunione o di programmarla: nel secondo caso, è possibile dare un titolo a una riunione, scegliere data e ora e poi condividere le informazioni per partecipare che Zoom creerà semplicemente copiandole e incollandole in una mail, chat o qualsiasi altro tipo di messaggio da inviare a tutti i partecipanti. Nell’invito sono presenti due informazioni indispensabili: l’id, il numero identificativo della riunione, e la password per partecipare, che può anche essere disabilitata.

Durante la presentazione, anche Zoom permette di usare telecamera e microfono, silenziare tutti i microfoni e le videocamere dei partecipanti, chattare e registrare la chiamata per poterla utilizzare in momenti successivi. Nel piano Basic, le videochiamate sono aperte fino a 100 persone.

Jitsi

Software gratuito e open source, Jitsi è uno degli strumenti più semplici da utilizzare per le videoconferenze perché funziona molto bene anche da browser, senza necessità di installare il software: per i telefoni e tablet, sono comunque disponibili le app con meno funzionalità della versione desktop.

Come per gli altri strumenti, anche Jitsi permette di far partire subito una videochiamata semplicemente condividendo un link, presentare condividendo lo schermo e anche video di YouTube (basta copiare il link del video nella apposita finestra di condivisione), registrare la chiamata e salvarla su DropBox.

Attenzione al nome del meeting, scegline uno originale o potrebbe capitarti di ritrovarti all’interno di una riunione di qualcun altro: in ogni caso, le videochiamate possono essere protette con una password.

Sappiamo che il cambiamento causato dall’emergenza sta mettendo alla prova insegnanti, studenti e genitori: speriamo che le risorse che abbiamo elencato possano rivelarsi utili per inventare nuovi modi di coinvolgere e far sentire che la scuola è sempre presente. I nostri commenti sono a tua disposizione per lasciare suggerimenti e buone pratiche già sperimentate.

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