Modem libero: la consultazione pubblica di AGCOM e la decisione che verrà

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Dove eravamo rimasti? La vicenda modem libero è arrivata a uno snodo fondamentale a novembre 2017: la Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge sulla necessità di adeguamento alla Legge Europea 2017 che sancisce la libertà di scelta del modem per l’accesso a Internet e ha chiamato subito in causa AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, invitandola ad avviare le iniziative necessarie.

Cosa vuol dire modem libero? Due cose fondamentali:

  • Libertà di scegliere e usare il modem preferito per collegarsi a Internet, senza pagarlo al provider che lo impone
  • Possibilità di scegliere il modem anche se in comodato d’uso gratuito: il modem scelto dal provider deve poter essere sostituito a seconda di preferenze e necessità

La consultazione pubblica di AGCOM

In questo inizio di 2018, quindi, l’AGCOM deve decidere come intervenire nel rispetto della legge approvata per garantire la libera scelta del modem.

Il 6 febbraio, AGCOM ha pubblicato sul suo sito il comunicato stampa che annuncia l’avvio di una “consultazione pubblica per la libera scelta delle apparecchiature terminali”. Il pdf del comunicato parla di “possibili misure per la libera scelta delle apparecchiature terminali da parte di consumatori e utenti finali” e della volontà di “garantire due legittime esigenze”:

  • Per i provider: attivare linee Internet e assistere i clienti con facilità
  • Per i clienti: la libertà di scelta “soprattutto per i consumatori digitalmente più evoluti, i quali talvolta preferiscono invece utilizzare apparati diversi da quelli forniti dall’impresa telefonica, al fine di avere accesso a servizi e prestazioni più personalizzate”

Rivolta a “consumatori, fornitori di servizi di accesso, produttori, distributori e installatori di apparecchiature, associazioni”, la consultazione pubblica serve a prendere atto delle esigenze e punti di vista di tutti e decidere se e come intervenire per garantire libertà di accesso a Internet e la qualità dei servizi che lo rendono possibile.

La consultazione pubblica, che dura 30 giorni, contiene due allegati con le modalità di partecipazione e i punti sui quali i partecipanti potranno esprimersi, inviando ad AGCOM le loro osservazioni e poi nel corso di una eventuale audizione. AGCOM pubblicherà sul suo sito una sintesi della consultazione e deciderà se rendere pubbliche le comunicazioni che le arriveranno.

Il documento di consultazione pubblica contiene 19 domande alle quali l’AGCOM richiede risposta precisa e puntuale e che riguardano tre aree specifiche illustrate nei dettagli:

  1. Definizioni e perimetro di analisi. In questa sezione torna la distinzione del modem come apparato terminale o apparato di rete
  2. La normativa tecnica e commerciale a presidio della tutela degli utenti nel mercato delle apparecchiature terminali
  3. I rapporti degli operatori con i consumatori

La speranza è che, dopo la consultazione, AGCOM decida quali misure adottare e agisca di conseguenza. Noi continuiamo a seguire le vicende del modem libero, dalla parte della libertà di scelta che ci accompagna da sempre.

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